Html, Xhtml e Xml.
I linguaggi standard delle pagine web.

I siti sviluppati da AM2 producono pagine web nei tre formati approvati a livello internazionale, tre linguaggi supportati da ogni Browser e da ogni applicazione che permettono di creare documenti e applicazioni complesse e moderne. 

 

 

HTML

In informatica l'HyperText Markup Language (HTML), la cui traduzione letterale è "linguaggio a marcatori per ipertesti" è il linguaggio utilizzato dai browser per "comporre" la pagina grafica di un sito web, che comprende, tra le varie funzionalità, quella di permettere il passaggio da una pagina all'altra facendo clic su di un determinato elemento, chiamato Link. 

Si tratta di un linguaggio molto semplice, nel quale inserendo la caratteristica degli oggetti è definita da tag, che ne possono descrivere tra le altre cose la funzione, il colore, il link o altre caratteristiche. Quando si visita un sito web, la pagina da visualizzare viene spedita al browser del vostro computer sotto forma di documento HTML e di file correlati (immagini, codice per animazioni e altro) che un web browser interpreta, al fine di generare la visualizzazione della pagina desiderata sullo schermo del computer.

L'HTML non è un linguaggio di programmazione (in quanto non prevede alcuna definizione di variabili, strutture dati, funzioni, strutture di controllo), ma solamente un linguaggio di markup (dichiarazione), che descrive le modalità di impaginazione, formattazione o visualizzazione grafica (layout) del contenuto, testuale e non, di una pagina web attraverso tag di formattazione.
Inoltre, l'HTML supporta l'inserimento di script e oggetti esterni quali immagini o filmati. Le estensioni dei file HTML sono .html o .htm.

Attualmente, il W3C sta definendo gli standard per l'HTML 5.

XHTML

L'XHTML (acronimo di eXtensible HyperText Markup Language, Linguaggio di marcatura di ipertesi estensibile) è il successore diretto e la versione più aggiornata dell'HTML. La necessità di un linguaggio dotato di una sintassi meglio definita rispetto a quella dell'HTML cominciò ad essere avvertita quando si diffuse l'uso di inviare pagine web ai nuovi dispositivi apparsi sul mercato diversi dai tradizionali computer, come ad esempio apparecchi portatili, dotati di risorse hardware e software non sufficienti ad interpretare il linguaggio HTML.
Va tenuto presente che più generica è la sintassi di un linguaggio di programmazione, più difficile risulta realizzare dispositivi in grado di interpretarlo correttamente. Una specifica Document Type Definition (DTD) definisce l'insieme di regole mediante le quali un dato documento può essere renderizzato (cioè rappresentato correttamente) dall'XHTML.

Tutti i browser attualmente più diffusi sono in grado di rendere correttamente i documenti XHTML, ma anche i browser più vecchi sono solitamente in grado di interpretare i documenti XHTML, poiché questo linguaggio è in buona parte un sottoinsieme dell'HTML e le sue regole sintattiche sono compatibili all'indietro. Lo stesso vale anche in senso inverso: quasi tutti i browser compatibili con l'XHTML rendono correttamente anche i documenti HTML.

 

 

Tecnicamente, L'XHTML è un linguaggio di marcatura che associa alcune proprietà dell'XML con le caratteristiche dell'HTML: un file XHTML è un pagina HTML scritta in conformità con lo standard XML.

 

 

XML

Il World Wide Web Consortium (W3C), in seguito alla guerra dei browser (ovvero la situazione verificatasi negli anni novanta nella quale Microsoft e Netscape introducevano, con ogni nuova versione del proprio browser, un'estensione proprietaria all'HTML ufficiale), fu costretto a seguire le individuali estensioni al linguaggio HTML.

Il W3C dovette scegliere quali caratteristiche standardizzare e quali lasciare fuori dalle specifiche ufficiali dell'HTML. Fu in questo contesto che iniziò a delinearsi la necessità di un linguaggio di markup che desse maggiore libertà nella definizione dei tag, pur rimanendo in uno standard.

Il "progetto XML", che ebbe inizio alla fine degli anni novanta nell'ambito della SGML Activity del W3C, suscitò un così forte interesse che la W3C creò un gruppo di lavoro, chiamato XML Working Group, composto da esperti mondiali delle tecnologie SGML, ed una commissione, XML Editorial Review Board, deputata alla redazione delle specifiche del progetto.

In pratica, l'XML (sigla di eXtensible Markup Language) è un linguaggio di markup, ovvero un linguaggio marcatore basato su un meccanismo sintattico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento o in un testo. Costituisce il tentativo di produrre una versione semplificata di Standard Generalized Markup Language (SGML) che consenta di definire in modo semplice nuovi linguaggi di markup da usare in ambito web. Il nome indica quindi che si tratta di un linguaggio marcatore (markup language) estensibile (eXtensible) in quanto permette di creare tag personalizzati.

Nel febbraio del 1998 le specifiche divennero una raccomandazione ufficiale con il nome di Extensible Mark-up Language, versione 1.0. Ben presto ci si accorse che XML non era solo limitato al contesto web, ma era qualcosa di più: uno strumento che permetteva di essere utilizzato nei più diversi contesti, dalla definizione della struttura di documenti, allo scambio delle informazioni tra sistemi diversi, dalla rappresentazione di immagini alla definizione di formati di dati. E' il linguaggio utilizzato in applicazioni web avanzate quali Ebook e siti di e-commerce.

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